La Ferrovia    Garfagnana
della

Ecco un altro gioiello di ingegneria ferroviaria dove le opere dell’uomo si integrano mirabilmente con i disegni della natura: una ferrovia “di montagna” ma che non affronta ripide pendenze, anzi serpeggia lenta ma inesorabile seguendo il corso del fiume ed affrontando gli ostacoli a suon di vertiginosi ponti ed ostinate gallerie, tutto questo nel mentre fuori dal finestrino scorre un paesaggio spettacolare, un intreccio di natura come boschi, fiumi, laghi e vette innevate, storia e manufatti umani come mirabili ponti (famosissimo quello di Borgo a Mozzano, detto Ponte del Diavolo) antiche miniere, inespugnabili castelli, eremi e borghi che sorgono in posizioni incredibili: tutto testimonia la tenacia degli abitanti di queste zone, la ferrovia stessa è uno spettacolo e sembra quasi quasi fuori luogo:  un’opera così imponente in una valle così aspra e  selvaggia, puntellata solamente da minuscoli paesini sparsi qua e la, sembra quasi una cosa inutile, un’esagerazione....


In effetti quando, nel lontano 1879, iniziarono i lavori per questa mirabile opera, i finanziatori ed i progettisti non pensarono propriamente ad una ferrovia per l’interesse della Garfagnana, nei loro intenti c’era l’ambizione di costruire una linea ferroviaria di importanza nazionale, una linea che collegasse il centro-sud dell’Italia, dalla zona portuale di Livorno, al nord, alle grandi aree industriali del milanese, un collegamento alternativo alla Bologna/Porretta/Firenze, ed in effetti furono molto lungimiranti, molto più lungimiranti dei nostri progettisti moderni: servirebbero molto anche oggi linee di comunicazione alternative, ed invece ogni anno assistiamo allo spettacolo dell’Italia divisa in due ogni qualvolta cadono sull’appennino due fiocchi di neve.


I lavori di costruzione si protrassero molto a lungo, e solo nel 1911 la ferrovia arrivò a Castelnuovo Gargarfagnana, il cuore della  vallata, si era a metà dell’opera, ma l’incombere della prima guerra mondiale distrasse gli interessi da questa opera, che infatti venne sospesa fino al termine della seconda guerra mondiale, quando si rimise mano all’opera che fu poi pienamente compiuta nel 1944....  75 anni dopo l’inizio dei lavori.


Come la maggior parte delle costruzioni di quel periodo, la ferrovia si inserisce benissimo e si integra pienamente nel paesaggio e nella natura, non vi erano neccessità di alte velocità, pertanto la linea poteva avere anche curve piuttosto marcate, e questo consentiva se seguire meglio l’andamento orografico naturale senza “tagli” troppo invasivi, la ferrovia stessa poi è un’opera fatta in primo luogo di materie prime naturali: le pietre per la massicciata, il legno per le traversine, ferro per i binari, le gallerie sono scavate nella roccia viva e le opere murarie come ponti e barriere sono per lo più realizzati in pietra e mattoni, il tempo poi fa il resto: erbe, muschi, arbusti, fiori e piante invadono ogni spazio disponibile, per niente disturbate dal passaggio dei convogli, ed ecco che ferrovia e paesaggio convivono in armonia !


Oggi questa linea ha un interesse esclusivamente locale, solo pochi e minuscoli trenini diesel (la linea non è elettrificata) percorrono i 90 kilometri che separano Lucca da Aulla, i due capolinea, ed è utilizzata prevalentemente da pendolari e studenti, e forse qualche sporadico turista, ed è questo che non capisco, questo... “sporadico” : si tratta di una zona molto molto bella, ricca di attrattive (storiche, artistiche, culturali, naturali), la ferrovia stessa potrebbe essere un’attrazione turistica, una linea ferroviaria dei primi del novecento, ancora come fu costruita in quegli anni, potrebbe essere un museo di archeologia industriale all’aria aperta, un museo di 90 kilometri, si potrebbero recuperare le segnaletiche originali, i cartelli, le stazioni con i loro arredi...  (che forse ancora ci sono), invece questi luoghi sono snobbati dal turista, e soprattutto è snobbata la ferrovia, sia come mezzo di trasporto nel quotidiano, che come mezzo di svago e di conoscenza, come mezzo per addentrarsi in un territorio nuovo ed esplorarlo ad un ritmo più tranquillo e con uno spirito attento e curioso.


E’ è un vero peccato secondo me questa “svalutazione” di una ricchezza storica e paesaggistica come questa ferrovia, qui si può ancora vedere un angolo di Italia autentico e genuino, quell’Italia pionieristica che ha saputo costruire e convivere con la natura, senza snaturare il paesaggio, e che meriterebbe magari una rete di sentieri e ciclovie da raggiungere con il trenino, escursioni da un paesino all’altro, da una stazione all’altra, ma qualche spirito avventuriero, o forse anche solo qualche turista un po fuori dagli schemi ed un po intraprendente può già organizzarsi da se, qui a fianco ho inserito alcuni link utili a questo scopo.  


Qualcosa comunque si stà muovendo, ed ogni tanto ci sono delle bellissime iniziative da queste parti, e per gli amanti della ferrovia, si organizzano periodicamente anche bellissimi viaggi con treni a vapore: nel sito  Ponti Nel Tempo  potete trovare il calendario di questi eventi.


Ora se avete tempo e voglia, guardate le foto ed i video ripresi lungo questi binari: sono o non sono paesaggi entusiasmanti ?






 Una Ferrovia di Montagna: la Linea Lucca-Aulla
Il Ponte Ferroviario di
Villetta:
Link Utili per visitare la
Garfagnana :
La Ferrovia poco prima di
Castelnuovo Garfagnana :
Il famoso Ponte del Diavolo
a Borgo a Mozzano :
Home. Up. La Pontremolese. Ferrovia Retica. Ferrovia del Sebino. Transalpina. Ferrovie Reggiane.
Home. Il Fiume . La Ferrovia . La Storia. Le Montagne. La Filosofia. I Misteri. Le Leggende. Urban . La Fotografia. Vivere Bio. Arte. Link .