Le Ferrovie Reggiane
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Il  Sistema  Ferroviario  della  Provincia  Reggiana :   le  linee Reggio-Scandiano-Sassuolo, Reggio-Ciano  e  Reggio-Guastalla.

LA FERROVIA e LA SUA ANIMA


Questa ragnatela di binari corre tutta su di un territorio pianeggiante, tutt'al più leggermente ondulato, dagli argini del fiume Po fino alle prime colline dell'appennino emiliano. Si tratta di un paesaggio modellato, direi cesellato nel corso dei secoli dalla paziente mano dell'uomo, un paesaggio che non ha nulla di spettacolare se paragonato alle altre ferrovie di cui parlo nelle pagine di questo sito, ma non per questo meno affascinante.... è un tipico paesaggio della provincia italiana, dove le più tradizionali attività agricole si mescolano alle più recenti attività artigianali ed industriali. Percorrendo queste ferrovie si ammira un paesaggio che rimanda alla vita tranquilla della quotidianità di qualche decennio fa, quando ancora la velocità, il traffico ed i telefonini ancora non avevano alienato la nostra anima dal paesaggio nel quale si trova immersa, quando dico queste cose mi sembra sempre di essere un po’ “vecchio” ma non mi fraintendete, non sono contro la modernità, anzi sono sempre entusiasta delle nuove tecnologie, è forse solo un po' di nostalgia, o il desiderio di immedesimarmi in una vita diversa, per cercare di capire cosa è il superfluo e cosa il necessario..... ma quando vengo in questi luoghi, lungo la ferrovia, in questa piccole stanzioncine dove non c'è quasi mai nessuno, dove regna il silenzio e solo il vento cerca di sussurrare qualcosa vibrando le erbe incolte ... sembra di trovarsi in una dimensione parallela: le automobili, i televisori, i telefonini.... sono tutte cose che qui stonano, sono fuori luogo, non ci stanno bene....

Questi luoghi sono per me come un museo all'aria aperta, un museo dove non si espongono oggetti preziosi od opere d'arte, ma si espone un modo di vita: è una lezione di relatività, per farci capire che si può vivere anche in modo diverso da come viviamo noi oggi, sicuramente le persone di 50 o 100 anni fa erano altrettanto felici od infelici di quanto lo siamo noi, anche senza la nostra mirabilante tecnologia, e tutte quelle cose che reputiamo indispensabili, come le automobili od i telefonini, forse non sono poi così indispensabili.... sono utili, ecco... utili.. utili al nostro stile di vita, probabilmente vivendo un altro stile non avrebbero nemmeno tutta questa importanza !



Una Croce di Sant’Andrea nei pressi di Ciano d’Enza.

Treno presso la Stazione di Bibbiano.

La Rete Ferroviaria Reggiana ne nel 1950, periodo di massima estensione.

UN PO' DI STORIA


Il sistema ferroviario reggiano comprende diverse linee che, partendo dal capoluogo, Reggio Emilia, raggiungono i principali centri della provincia, nel 1860 si costituì anche un comitato per la realizzazione di una linea ferroviaria che congiungesse Reggio Emilia con Lucca, offrendo una via alternativa alla linea Porrettana per unire il nord al centro-sud del nostro paese, attraversando la Garfagnana, ma dopo diverse controversie non se ne fece nulla.  


Il sistema ferroviario reggiano si compone di :


- linea Reggio Emilia / Guastalla, con una diramazione per Boretto ed una da Bagnolo in Piano a Carpi, costruite negli anni 1883/1887, oggi la Reggio/Guastalla è ancora in funzione, anzi è oggetto di importanti ristrutturazioni in vista di un utilizzo come metropolitana di superfice, mentre le due diramazioni furono chiuse nel 1955;


- linea Reggio Emilia / Casalgrande / Sassuolo, costruita in un paio d’anni nel 1891 ed oggi ancora in funzione;


- linea Reggio Emilia / Ciano d’Enza, costruita negli anni 1907/1911 ed oggi ancora in funzione, con una diramazione da Barco a Montecchio chiusa nel 1955.


La linea Reggio Ciano fu costruita  da un numeroso gruppo di cooperative che si unirono nel CCFR (Consorzio Cooperativo Ferrovie Reggiane) che poi ne curarono anche la gestione, mentre le altre linee erano gestite dal SAFRE (Società Anonima per le Ferrovie Reggiane) fino al 1975, quando l’intero sistema passò sotto la gestione unica dell’ ACT (Azienda Consorziale Trasporti); dal 2009 l’ACT ha ceduto le ferrovie al gruppo FER (Ferrovie Emilia Romagna), che gestisce molte altre linee e servizi nell’intera regione.



I TRENI


Queste linee non sono elettrificate, pertanto sono percorse da piccole motrici a trazione diesel, fino a qualche anno fa su questi binari si organizzavano anche alcune giornate in treno a vapore, in particolare con una locomotiva CCFR7 gestita dal gruppo di appassionati del SAFRE di Reggio Emilia, era un classico per esempio il treno a vapore Reggio Emilia / Sassuolo in primavera, a marzo, per la fiera di Scandiano, oppure il treno per la commemorazione di Don Camillo e Peppone a Boretto, me evidentemente la crisi economica ha colpito anche in questo settore: da un po' di tempo a questa parte infatti non ho più notizie che accadano manifestazioni a vapore su questi binari !

Non si tratta probabilmente di linee ferroviarie che possano attirare turisti, a meno di non puntare su di un turismo di nicchia, ecologico e riflessivo, come può essere la ferrovia del Sebino, a meno di non puntare su di un turismo di nicchia ecologico e riflessivo, ma hanno comunque il loro fascino soprattutto per chi è appassionato del mondo ferroviario (e se state leggendo queste pagine molto probabilmente li siete) certo che è un patrimonio, non mi stancherò mai di ribadirlo, che secondo me andrebbe rivalutato e difeso: spesso noi italiani non sappiamo vedere e sfruttare appieno delle nostre ricchezze: la nostra ricchezza non è certo il petrolio o le materie prime che non abbiamo, il nostro patrimonio è questo: la nostra terra, il nostro paesaggio fatto di natura, di storia e di paziente lavoro e di tradizioni,  è anche terra di formaggi, di salumi, di nobili aceti: è una miniera culturale ed umana che può anche diventare una ricchezza economica !


Mi piange il cuore vedere come queste opere vengano trascurate, o considerate solo come “rami secchi” da tagliare, queste opere che hanno richiesto tanto lavoro, fatica e sacrifici per essere costruite, pensiamo solo al periodo storico in cui sono state costruite, quando non si avevano a disposizione i macchinari e le tecnologie di oggi, opere per le quali spesso i nostri antenati hanno combattuto per riuscire ad ottenerle: nella storia di ogni ferrovia si leggono pagine e pagine di comitati cittadini e di interi paesi o comunità pro e contro la costruzione di questa o quella ferrovia questo o quel tracciato, questa o quella stazione, con manifestazioni, accesi dibattiti, progetti, modifiche...  ed oggi noi che ne facciamo di quelle opere tanto sudate ? ..... le sciupiamo....



Locomotiva 644.177 alla stazione di Brescello.

Locomotiva CCFR7 alla stazione di Bosco di Scandiano, sotto una copiosa nevicata, 12 marzo 2006

Binari alla Stazione di Bosco di Scandiano

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Link Utili :


SAFRE  Sodalizio Amici Ferrovie Reggio Emilia


FER  Ferrovie Emilia Romagna


MOBILITer  Portale Mobilità

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