Nonostante il titolo, non di geologia voglio parlarvi in questa pagina, non di fredda e rigida scienza, ma di calda poesia, una poesia disarmante nella sua semplicità: voglio parlarvi dei sassi del Taro, che fin da bambino mi incuriosiscono, mi affascinano, mi seducono !

Visti da lontano, sembrano tutti uguali, una distesa sconfinata e monotona di pietre bianche, ma più ci si avvicina e più se ne scorgono i dettagli, come guardare una folla dall’alto: una massa informe di puntini colorati, e difficilmente riusciamo ad attribuire ad ogni puntino colorato una sua individualità, ma se ci avviciniamo, se camminiamo nella folla, se ci soffermiamo ad osservare i volti uno ad uno, allora realizziamo che ogni singolo puntino ha una sua individualità, una sua storia, un suo presente, ed un suo futuro, ognuno di quei puntini è unico !

Così i sassi del fiume, strappati da chissà quale montagna, trascinati per chilometri e chilometri, modellati, smussati, arrotondati dalla corrente impetuosa del Taro, amalgamati, mescolati e rimescolati, e poi sparsi casualmente nella larga valle, dove la corrente rallenta la sua corsa, qui possiamo vederli, tutti uguali da lontani, tutti uguali ad uno sguardo superficiale, ma tutti diversi se ci avviciniamo e prestiamo loro un po’ della nostra attenzione.

Hanno le forme più strane, hanno i colori più diversi, alcuni tenui e delicati, altri forti e decisi, hanno disegni e trame che li percorrono, alcuni sono addirittura traforati o incisi, altri sono spezzati, altri non semplicemente rotti ma è come se fossero stati tagliati da una lama affilatissima, ed ogni segno, ogni riga, ogni striatura, ogni tinta, ha il suo perché…. ogni segno può narrare una storia, e con un po’ di fantasia possiamo vedere un sacco di cose : vecchie carte geografiche di qualche lontano paese esotico, antichi mappamondi, disegni astratti di arte moderna, e se li bagnamo in acqua i disegni ed i colori si fanno più intensi e lucenti, brillanti e seducenti !

Il sole, l’acqua, il vento: questi sono gli scultori che hanno modellato questi piccoli capolavori, questo caleidoscopio di forme e di colori che la natura offre generosamente ai nostri occhi e, per loro tramite, parla ai nostri spiriti, alle nostre anime.

Tutti sono arrotondati ed hanno forme sensuali, invitano a farsi toccare, a farsi prendere in mano, ad farsi accarezzare: forme sinuose e morbide, nonostante la pesante durezza della materia.

Anche l’ora del giorno, l’atmosfera e la stagione si fanno complici dei sassi, e così di volta in volta si fanno tenui e malinconici con la nebbia, divertenti e vivaci in pieno sole, caldi ed ammiccanti al tramonto !

Ogni tanto ne raccolgo qualcuno, e me lo porto a casa, è un piacere riguardarli ogni tanto, prenderli in mano e rigirarli tra le dita, sono come magici amuleti naturali che parlano alla nostra natura più primordiale ed istintiva ....
I Sassi del Taro
   ” i giaròn  dal Tèer ”
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