L’Arte di un Anticonformista del Taro

Mio padre era uno “spirito libero”, molto anticonformista, e con due grandi passioni: gli piaceva dipingere e gli piaceva “andar per Taro”, e sono sicuramente queste le più grandi “eredità” che mi ha lasciato: la passione per il fiume, per la natura e per le arti visive.

Fin da bambino ricordo di essere sempre stato affascinato da tutti i suoi tubetti di colore, dal profumo che emanava la pittura ad olio ancora fresca, e quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo sempre che avrei voluto aprire uno “studio pittore”.

Giocavo sempre a fare il pittore e sognavo un giorno di poter avere anch’io una mia scrivania.... si avete capito bene, una scrivania tutta mia, con tanti cassetti da riempire di colori, e un piano su cui appoggiarsi per poter disegnare.

Purtroppo non ho ereditato anche le abilità manuali per poter fare disegno o pitture, e sinceramente nemmeno la pazienza necessaria, ci ho provato ma con scarsi risultati: mi manca soprattutto l’immediatezza di poter catturare istanti di luce e di colore che invece sa regalarmi l’apparecchiatura fotografica.

Anche mio padre faceva molte fotografie nel fiume, ma senza pretese artistiche in questo campo,  usava soprattutto a casa le sue foto come spunti per i suoi dipinti.

Lui ha sempre dipinto solo per passione, per il piacere di farlo, non ne  ha mai fatto, ne penso ne abbia mai avuto l’intenzione, una velleità professionale; i sui quadri sono sempre rimasti fra le sue mura domestiche, qualcuno per regalo è andato in giro tra parenti ed amici, ma la maggior parte sono rimasti nel buio  polveroso di un anonimo garage e sono stati fagocitati dallo scorrere impietoso degli eventi e della vita.

Non ha mai avuto il piacere di veder esposta una sua opera, pertanto penso che questa pagina possa essere un doveroso omaggio a chi ha passato la sua vita a cercare di catturare e celebrare la bellezza della natura, nella semplicità e nella concretezza dei paesaggi che si possono trovare dietro casa, in solitudine e sempre dritto per la sua strada !

Ho deciso così di utilizzare alcune foto che avevo fatto a suo tempo a casa sua negli ultimi tempi della sua vita, (non viveva infatti con noi, siamo stati per lunghi anni lontani e quasi sconosciuti, negli ultimi anni, bisognoso di aiuto, si era forzosamente “riavvicinato”), con queste foto ho pensato di  costruire una piccola galleria in suo omaggio: mi sembrava giusto così.

Di questi dipinti, una cosa in particolare mi colpisce, e sono i colori, la disarmante bellezza di queste tonalità di verde e di azzurro, a volte intensi ed espressivi, altre volte teneramente delicati, e la sinuosità delle pennellate e dei tratti, che avvolgendosi a volte quasi a spire su se stesse sembrano catturare anche il movimento delle acque, oltre che il colore, ed il movimento del fogliame agitato dal vento.

Per concludere e creare una cosa più interessante, mi piacerebbe  raccogliere in questa pagina, tramite una piccola presentazione ed una selezione di link, tutti gli altri artisti che da questo fiume traggono ispirazione... io ci provo, sperando di fare una cosa utile e piacevole.


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Questa pagina è dedicata all’arte, a mio padre principalmente, e a tutti gli artisti che vivono e lavorano lungo questo fiume e da cui ne traggono ispirazione.
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LA VALIGETTA DELL’ARTISTA

Mio padre si era meticolosamente costruito una cassetta con tutti gli atrezzi del mestiere che si portava sempre in giro, su e giù per le sponde del Taro, quando andava a dipingere “en plein air”,  una cassa pesantissima piena di ogni ben di Dio: colori, gessetti, pastelli, pennelli, gomme, matite...  oggetti “magici” perchè permettono di creare e liberare tutta la nostra fantasia !
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Per tutti gli amanti dell’arte, un museo virtuale gratuito e meraviglioso, con centinaia di migliaia di  meravigliose immagini e di articoli (solo in inglese):
“Ama l’opera tua che unicamente ti rassomiglia
  per divine tracce note a te solo”
                                                                 Amos Nattini

Un Artista Illustre in Val Taro: Amos Nattini

Un grande artista forse non tanto noto al grande pubblico, vissuto ad Oppiano, proprio sulle sponde del Taro, presso Gaiano, e che ha avuto nella sua terra una grande fonte d’ispirazione, fu Amos Nattini, di cui si trova ancora poco o nulla su internet, se non qualche pagina dedicata a qualche passata esposizione.  Famosa la sua illustrazione della Divina Commedia di Dante, costituita da un insieme di tavole di grande suggestione, ma anche i paesaggi dove spesso ambientava scene mitiche rilette in chiave moderna, come la bellissima tela sulla nascita della gomma, costituiscono opere molto particolari, di uno stile tutto suo e fuori dal tempo. Ricordo da bambino quando il maestro passava con la sua vecchia auto in paese, a passo d’uomo e a suon di clacson, con una prudenza d’altri tempi.

Il maestro nacque a Genova nel 1892 da una famiglia di armatori e navigatori, un’eredità questa che si porterà nel DNA e si esprimerà in molti dei suoi dipinti. Per la famiglia il giovane Amos doveva diventare un ragioniere, ma ben presto la monotonia di questi studi lo spinse verso altre esperienze, frequentava corsi serali di letteratura e si iscrisse successivamente ad un corso di disegno di nudo dal vero, passava molto suo tempo al porto a studiare i muscoli in movimento e sotto sforzo, uno studio in stile leonardesco, che lo porterà anche ad iscriversi ad un corso di anatomia medico-chirurgica.

La notorietà di questo artista arriva grazie all’incontro con Francesco Zandrino dell’associazione dei giornalisti liguri, grazie a questa conoscenza l’artista inizia ad illustrare edizioni di lusso delle opere del d’Annunzio, incontra poi personalmente il sommo poeta diventandone amico e condividendone la sua abitazione di Parigicome ospite per alcuni anni.

Nattini ha illustrato anche la famosa battaglia di Fornovo del 1495, e nelle sue opere è sempre presente un particolare studio della natura e della realtà che appare pervasa da una costante presenza divina, dando ai suoi dipinti un’aurea mitologica.

Dopo aver conosciuto la notorietà e lavorato in città come Milano e Parigi, l’artista eredita per via matera l’antico complesso monastico di Oppiano, dove si stabilisce e dove trova la necessaria tranquillità per vivere e lavorare in meditazione, lontano dai clamori della mondanità, l’artista aveva infatti un carattere piuttosto schivo e qui trovò un ambiente a lui congegnale: vi trascorrerà gran parte della sua vita, in un isolamento voluto e dovuto alla sua pittura che, non seguendo le mode e le tendenze dell’epoca,   era tagliata fuori dai circuiti della critica ufficiale.

Il maestro muore a Parma nel 1985.

Due mostre molto belle sono state dedicate all’artista in questi ultimi anni, una a Villa Soragna, nel parco di Collecchio, ed una a Berceto, queste le locandine:
Art Renewal Center
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 Pier Luigi Bacchini: un poeta della vita e della natura in Val Taro.


 Fotografia di Linda Vukaj

Pier Luigi Bacchini è un poeta che vive e lavora  sulle colline nei dintorni di  Medesano, una persona che ho avuto la fortuna di conoscere e di sentirlo parlare e raccontare: un’esperienza davvero emozionante, dalle sue parole, a volte ermetiche, trasuda la pacatezza e la sicurezza di chi sa molte cose sulla vita, sulla natura e sull’animo umano, ma non le vuole sbandierare ai quattro venti, con il rischio di banalizzarle o mercificarle. La poesia è forse anche questo, un messaggio cifrato e prezioso che va colto e metabolizzato con il linguaggio delle emozioni, più che con quello freddo e raziocinante della mente e dei suoi contorti meccanismi.  
Un poeta che racconta la natura e la bellezza delle cose, stregato dalle mille forme in cui la vita e l’universo si manifestano, come elementi organici di una grande composizione, di un grande disegno di cui a fatica ne possiamo intravedere la trama. Un affascinante mistero l’universo, fatto di cicli come la felicità ed il dolore, il vivere ed il morire.... rimanerne affascinati dalla sua ermetica bellezza è forse già il primo passo verso la sua comprensione....!
Qualche anno fa ho avuto l’occassione di partecipare ad un’iniziativa del mio comune dove, con un gruppo di persone appassionate di poesia, avevamo organizzato una piccola mostra cercando di raffigurare con la fotografia ognuno una poesia del maestro Bacchini.




                                                                                                                                                             Biografia >>>

Maurizio Catellani è un artista che vive a Noceto e crea sculture con legno, pietra e ferro, che principalmente raccoglie lungo le sponde del Taro, proprio quei pezzi di legno e radici trasportate dalla corrente del fiume, a cui nessuno da importanza, quel legno “senza pregio” che invece assume spesso forme fantasiose ed affascinanti e che incuriosisce chi ha uno sguardo attento e creativo.
Con questi materiali offerti dalla natura, Catellani crea traendo ispirazione dalla natura stessa e dal nostro vivere quotidiano, dalle emozioni e dalla fantasia dell’artista.
Trovo molto belle e suggestive le fotografie di queste sculture ambientate nei paesaggi del Taro, un connubio suggestivo tra arte e natura, quasi un museo all’aperto: opere d’arte umane tra opere d’arte di natura: i nostri paesaggi.

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Pier Luigi Bacchini nasce a Parma nel 1927 e vive dal ‘94 sulle colline della Val Taro, nei pressi di Medesano.

                     

CARTOLINE DALLA VALTARO

Un bel sito di  Enrico Marcandalli con tante immagini (acquerelli, disegni, schizzi) sulla natura ed i paesaggi delle nostre valli.

                                              Vai  al sito dell’Artista >>>

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GAETANO  BARBONE

Gaetano Barbone è un artista che vive e lavora tra Parma e Lozzola, un minuscolo ed antico paesino nella media Val Taro.

Si occupa di pittura moderna, crea opere astratte e geometriche dai vivavi colori, e si occupa di scultura, con una ricerca continua e meticolosa sulle tecniche e sui materiali.

Nella sua casetta di montagna, trasformata in luogo di sperimentazione e creazione, tanto che pare un misterioso laboratorio alchemico,  lavora e crea oggetti in ceramica con l’antica tecnica orientale Raku, una tecnica di origine giapponese in sintonia con la filosofia zen.