Agli uomini non interessa né la verità, né la libertà, né la giustizia. Sono cose scomode e gli uomini si trovano comodi nella bugia e nella schiavitù e nell'ingiustizia. Ci si rotolano come maiali.

                                    Oriana Fallaci, Un uomo, 1979

Siamo tutti schiavi… e ci piace così !

… si, se ci pensate bene è proprio così ! Pensiamo di essere liberi, in realtà non siamo padroni di nulla, men che meno d noi stessi !

La Natura, o Dio se preferite, ci hanno rinchiuso in un corpo praticamente “telecomandato” attraverso dei meccanismi ben precisi ed efficacissimi. Pensate per esempio alle api e ai fiori: vi sete mai chiesti come mai i fiori sono così belli ? I fiori hanno colori sgargianti, forme accattivanti e profumi inebrianti per attirare le api, e queste “obbediscono” al proprio istinto lasciandosi attirare e guidare da queste forme, questi colori e questi profumi per andare a tuffarsi letteralmente dentro a questi fiori vissuti come paradisi, come un goloso si tufferebbe in una piscina piena di panna e cioccolato !  …. Bene, pensate sia libera l’ape ? Sicuramente lei sarà ben felice di tuffarsi in tutto questo mare di dolce polline, ma questa sua azione è frutto dei sui gusti, del suo volere, della sua decisione libera, o semplicemente obbedisce ad uno stimolo, e il desiderio stesso potrebbe essere allora non qualcosa che l’ape vuole, ma qualcosa che un qualcuno di indefinito gli fa volere, un un programma inciso nel suo cervello, nel suo dna; quindi il desiderio dell’ape di tuffarsi nel fiore è da considerarsi libero arbitrio ? …  e la realizzazione di questo desiderio è da considerarsi soddisfazione? appagamento? felicità?

Questa ape in definitiva fa solo il “gioco” del fiore e, obbedendo all’oggetto del suo desiderio, permette al fiore di fecondarsi, certo in cambio l’ape ne trae nutrimento vitale e si potrebbe obiettare che questo non è desiderio ma necessità. Quando la necessità viene riconosciuta come tale da noi stessi, tale rimane, ne siamo dipendenti certo, ma la vediamo e la viviamo per quello che è: un bisogno; dall’altro lato, quando invece un desiderio, sia esso nostro o indotto dall’esterno, viene percepito come necessità, ecco allora che nasce una forma di schiavitù, una schiavitù infima e subdola, soprattutto in questo periodo in cui non abbiamo più chiaro il confine tra necessario e superfluo, perchè falsa la percezione di se stessi e plasma un’immagine di noi stessi che non ha riscontro con la realtà, ed in quell’immagine noi ci rispecchiamo e ci perdiamo, allontanandoci da noi stessi, dal nostro vero ruolo nell’universo !

Bene, transliamo più in grande questo piccolo esempio dell’ape, pensate ci sia molta differenza tra le api e noi esseri umani ? Noi abbiamo certamente una vita molto più complessa, e si potrebbe disquisire a lungo sul confine incerto tra desiderio e necessità, noi abbiamo un cervello più evoluto dotato di coscienza e volontà…. ma a giudicare dai comportamenti, miei in primis, mi sembra poi che tutta questa differenza non ci sia…. certo abbiamo coscienza e volontà, ma sono poi quegli stessi istinti primordiali ed elementari, piacere e desiderio,  a guidare  questa volontà e a plasmare questa coscienza della quale tanto ci vantiamo.

Anche noi facciamo il “gioco” del fiore, la vera differenza tra noi e le api è che noi siamo più grandi e riusciamo a vedere il fiore, l’ape e tutto il “meccanismo” nel suo insieme, perchè lo vediamo dall’esterno, mentre  non riusciamo estraniarci dal nostro mondo e a vedere noi stessi nell’interezza del gioco: il pesce pensa che il mare sia tutto l’universo ! Noi dall’esterno vediamo il mare all’interno del quale sta il pesce, più in grande noi siamo come il pesce ! Non vediamo oltre i nostri sensi, oltre le nostre costruzioni mentali, che sono comunque sempre basate sulle nostre percezioni sensoriali, non vediamo oltre il nostro mare, non ci è concesso ! Eppure sappiamo, sappiamo che la luce ha spettri che i nostri occhi non possono vedere, il suono ha frequenze che le nostre orecchie non possono udire…. E mille e altre mille cose esisteranno che non non possiamo nemmeno immaginare !

Tornando al nostro esempio, noi viviamo  pensando di seguire la nostra volontà, i nostri desideri, le nostre naturali inclinazioni, ispirati da un’idea delle vita e del mondo che sono molto molto limitati, costrutti mentali basati sulle nostre “limitate” capacità sensoriali: in realtà facciamo anche noi, in senso metaforico, il gioco del fiore, obbedendo ad istinti, pensieri, gusti e desideri che sono in un certo senso “preconfezionati”. Ma noi avendo anche un cervello, una mente, oltre che all’istinto, siamo doppiamente schiavi: schiavi della natura che ci ha fornito i cinque sensi, le nostre cinque catene che ci legano saldamente alla legge del desiderio e della necessità, e poi schiavi anche di altri uomini che, manovrando il mondo delle idee, delle informazioni, dell’istruzione e della comunicazione, ci rendono schiavi a loro stessi, attraverso la manipolazione dell’idea che ci costruiamo sulla cosiddetta realtà e attorno ai valori che consideriamo fondamentali come la giustizia, l’amore, la storia, l’autostima e via dicendo, ci viene insomma offerta, e venduta, una realtà alterata, virtuale, contraffatta, e nella quale finiamo per credere, e per tanti motivi, primo fra tutti perchè è una realtà falsamente rassicurante, che ci fa comodo, e poi perchè ad essa veniamo continuamente incatenati attraverso questa elementare quanto ferrea legge del desiderio.

La nostra mente si ritrova costantemente sotto assedio, continuamente ricattata dal piacere e dal desiderio, e  la nostra coscienza  si comporta a sua volta come una spugna, assorbendo ogni genere di condizionamenti, di giudizi, di paure e di attaccamenti…. il ricatto dello stimolo e della soddisfazione che pero’ non soddisfa mai, in un gioco interminabile di rincorsa verso una meta che non arriverà mai,  più corriamo più si allontana, consumando lentamente le nostre energie e la nostra stessa insensata esistenza.

I nostri piaceri, i nostri desideri e le nostre aspirazioni sono le nostre più grandi catene, siano essi i piaceri della gola, il sesso o il sublime amore, le nostre carriere, i nostri abiti, gli affetti, il potere, la reputazione o quant’altro… tutto quanto per gonfiare il nostro ego, il nostro io, il fantoccio che abbiamo costruito a nostra immagine e dentro al quale abbiamo soffiato tutte le nostre speranze e le nostre aspirazioni: il nostro ego, o nostro io, il nostro peggior nemico ! E chi ha capito questo fa leva su questo lato del nostro mondo interiore per influenzarci e guidarci lungo strade e sentieri non nostri, strade che giovano a chi ci indirizza e ci manovra, come il fiore con l’ape, ma a loro volta sempre incatenati ai loro desideri ed ambizioni, sempre schiavi come noi in definitiva, e queste strade che ci portano lontano dalla nostra vera essenza, strade che portano a perdersi….

Siamo parte anche noi di un gioco, un grandissimo gioco di cui però non ne conosciamo le regole, ne i giocatori, siamo essenzialmente burattini, marionette, zimbelli delle nostre passioni e dei nostri desideri, e quel che è peggio è che pure i nostri desideri e le nostre passioni forse non son nemmeno veramente nostre,  come virus informatici inseriti a nostra insaputa nel nostro sistema operativo: la nostra mente !

Imboccare, nutrire e gonfiare ogni giorno il nostro ego, questo sembra l’imperativo di questi nostri tempi, e lo “leggiamo” anche in tanti piccoli particolari, come la frequenza che ogni giorno pronunciamo la parola “Io” e tutti quelle cose che iniziano con  “I-”  e poi qualcosa” o  “my”  e via dicendo….. tutte, tante, troppe catene ci legano, la vita stessa è una pesante catena, ma ci piace così… guai a spezzare una catena, guai a guardare in faccia la realtà: ci troveremmo sull’abisso del vuoto, sull’abisso vertiginoso della libertà… e questo abisso fa paura, disorienta e corrode tutte le nostre certezze !

La vita stessa si può racchiudere tutta in questa drammatica tensione, come un elastico teso tra due capi opposti: l’aspirazione alla libertà, alla ricerca e al rispetto di se stessi, e dall’altro lato la comodità e la tranquillità delle nostre catene, delle nostre schiavitù, che però non ci soddisfano mai, e nel mezzo tutti i desideri e le necessità a pizzicare continuamente questo elastico in tensione, fin quando un bel giorno, logoro ed esausto, non si spezzerà !

Parole banali forse… ma conviene fare il punto della situazione ogni tanto …..

L'oppressore è schiavo quanto l'oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell'odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L'oppressore e l'oppresso sono entrambi derubati della loro umanità.

Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà, 1995




Schiavo, lo sarai sempre, non foss'altro che del desiderio sfrenato e doloroso di non esserlo.

Pierre Reverdy, Il guanto di crine, 1927




Alla schiavitù più pulita è preferibile la morte più sozza.

Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65

                


Siam tutti…              schiavi ?!

Sono ostinate queste catene

il cuore mi fa molto male

quando cerco di spezzarle.

Libertà è ciò che voglio

ma ho vergogna anche solo a sperarla.


Sono certo di trovare in te

una ricchezza inestimabile.

Sono certo che tu

sei il mio amico migliore

ma non so liberarmi degli orpelli

che riempiono le mie stanze.


Sono avvolto in un sudario

di polvere e morte

che odio

ma stringo a me con amore.


Sono molti i miei debiti

gravi i miei errori

profonda e pesante la mia vergogna

ma quando vengo a chiedere il mio bene

tremo nel timore di essere esaudito.


Rabindranath Tagore


Ecco un bellissimo film del 1997 di Gabriele Salvatores che racchiude in se tutte queste tematiche, visto in chiave di metafora, la vita è un gioco dove ognuno di noi recita inconsapevolmente un ruolo, senza capirne il contesto. Un capolavoro di film !

Credi veramente che tutto ciò che pensi o in cui credi sia frutto di una tua libera riflessione? I tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue opinioni, le tue convinzioni, i tuoi valori, gli atteggiamenti, le abitudini, i gusti e le preferenze siano veramente espressione della tua interiorità ? o sono invece continuamente plasmate da qualcun altro? Potrebbe essere possibile che tu e tutto ciò che è intorno a te, e dentro di te,  sia una realtà modellata ad arte da qualcuno ?

Tante, troppe catene ci legato alla pesantezza di questo mondo di materia densa e oscura, qualche sprazzo di luce ogni tanto ci illumina, ma gli giriamo spesso le spalle, con sospetto son guardati coloro che non  la temono e se ne lasciano affascinare … pazzi addirittura coloro che osano seguirla….