Rocce, minerali e paesaggi in Val Taro

e nel territorio Parmense

  Davanti ai nostri occhi scorrono paesaggi dalle sembianze più diverse ma spesso ci soffermiamo ad osservarne solo la superficie, a me invece affascina tantissimo anche quello “che ci sta sotto”, quello che è l’elemento primario e costitutivo del paesaggio, del mondo stesso su cui appoggiamo i nostri piedi: si tratta della roccia, della dura e solida roccia, è questo l’elemento basilare che costituisce il paesaggio, se ci pensiamo le rocce hanno composizione chimica e durezza diverse, ed in base a queste due caratteristiche e la loro interazione con gli elementi atmosferici si forma e si modella il paesaggio: la composizione chimica delle rocce influenza infatti la flora che si sviluppa su quel particolare tipo di terreno, e la flora influisce anche sulla fauna; la diversa durezza delle rocce ne permette la maggior o minor interazione con gli elementi atmosferici, come il dilavamento da parte della pioggia o l’erosione dei corsi d’acqua o ancora la levigazione da parte del vento: tutto questo, unito alle immani ed invisibili forze tettoniche, crea quel fantastico mondo visibile chiamato normalmente “paesaggio” .

  La roccia, la pietra, i sassi, sono tutti elementi che mi hanno sempre attirato tantissimo: come la forza di gravità attira a sè ogni cosa, così per me ogni sasso, piccolo o grande che sia, è dotato di una forza di attrazione quasi magica che incanta il mio istinto, quasi come se li in quella materia primordiale apparentemente inerte fosse nascosto il mistero indecifrabile delle nostre origini, indecifrabile appunto: le rocce mi attirano, mi piace muovermi in paesaggi rocciosi, tra gli speroni aguzzi delle montagne, che si innalzano potentemente verso il cielo, così come tra gli strati che spesso vengono messi a nudo dalle acque nelle valli più profonde, mi piace sentire il contatto diretto con la roccia, camminarci sopra anche a piedi nudi, toccarle, sentirne l’energia, come se avessero il potere di mettermi in contatto con lo spirito del nostro pianeta, e con esso creare un ponte con il cosmo stesso.

  Secondo molte antiche tradizioni, ogni cosa ha un suo livello di coscienza, anche le pietre ne sono dotate, e la differenza, il confine, tra il nostro mondo interiore e quello esteriore è molto più labile di quel che immaginiamo, oggi con la frenesia e la mistificazione del nostro mondo artificiale che ci isola, ci “disconnette”  e atrofizza i nostri sensi più sottili, abbiamo per lo più perso la capacità di sentire questo tipo di energie, ma c’è uno scambio molto intenso e continuo, c’è un’osmosi ininterrotta di energie, di particelle, di onde, tra noi ed ogni cosa che ci circonda. Anche tutte le maggiori religioni e antiche tradizioni ci narrano che l’uomo fu fatto di “terra”,  la radice etimologica stessa di “uomo” deriva da “umus”, ovvero terra, ed il primo uomo sulla terra fu Adamo, in ebraio Adam, uomo, ha la stessa radice di adamà, ovvero terra, e tutte le culture parlano della Terra come una dea creatrice e feconda, la “”Madre Terra”, forse anche per tutto questo le rocce mi affascinano e mi magnetizzano.

  I nostri antenati sapevano di queste forze, di queste energie, non solo ne conoscevano l’esistenza ma ne sapevano anche utilizzare i benefici, gli antichi sapevano cercare ed utilizzare le energie telluriche che scorrono nelle profondità della terra e sapevano trovare quei luoghi dove queste energie uscivano dal terreno per irradiarsi nello spazio, e dallo spazio altre energie rientrano nella terra, in uno scambio continuo, energie potenti che possono essere positive e negative, ed influenzano profondamente anche la nostra psiche ed il nostro corpo, di questo gli antichi ne erano consapevoli, e per questo i luoghi di culto preistorici, i castelli, gli eremi od i santuari erano spesso costruiti in luoghi impervi ed isolati ed in particolari contesti geologici, si tratta di luoghi dove maggiormente si concentrano le energie telluriche del pianeta, luoghi dove queste energie scorrono più in superfice, e dove è possibile utilizzarle per migliorare il nostro benessere fisico e per accedere a stati di coscienza più profondi  (vedi bibliografia in calce).

  Tutto questo è profondamente affascinante, sento che c’è un collegamento con tutto, mi accorgo di raccogliere ogni giorno dei tasselli apparentemente casuali di cui faccio tesoro, ma con il passare del tempo mi rendo conto che quei tasselli hanno tutti un loro ordine, si incastrano alla perfezione, a formare un disegno di cui ancora non ne conosco la trama, e forse non la conoscerò mai, ma ne comincio ad intuire l’esistenza… si c’e’ un disegno !  Ma anche se tutto questo è di un fascino incredibile, è anche altrettanto difficile da comprendere ed ancor più da spiegare, pertanto mi affido come sempre alle immagini, più che alle parole,  ora voglio infatti tornare al titolo di questa pagina, e parlare di rocce e paesaggi rocciosi, ma non tanto usando il linguaggio scientifico, di cui non he ho le competenze necessarie, ma usando il linguaggio a me più consono delle immagini, cercherò quindi di fornire una carrellata di fotografie delle più belle ed affascinanti formazioni rocciose e minerali che si possono ammirare nelle nostre valli.

  Un ultima cosa prima di abbandonare queste mie elucubrazioni, ricordiamo sempre che la scienza non è la soluzione perfetta e definitiva, e spesso è dogmatica, come la storia ci insegna ciò che era scientificamente dimostrato qualche anno fa come vero, ora è dimostrato come falso, questo solo per dire che la geologia, come ogni scienza, ci racconta una visione del mondo e di come si sia formato, ma appunto ci racconta una visione, una versione di come le cose potrebbero essere andate, ma non dobbiamo “fossilizzarci” la mente dando tutto per assodato, tutto come già “spiegato” e compreso, anche in geologia ci sono tante teorie, ma solitamente non vengono prese in considerazione, e si racconta solo la versione ufficiale, con questo non voglio togliere credibilità o gettare fango su nulla e nessuno, voglio solo dire che la capacità di mantenere sempre una mente aperta e curiosa è uno dei più grandi tesori che una persona possa custodire dentro di sè !


LA PAROLA ALLA SCIENZA :  LA CLASSIFICAZIONE DELLE ROCCE

  Classificare, etichettare, schematizzare….  si perchè con gli schemi la mente umana si rilassa, pensa di capire e di conoscere, tutto questo risulta rassicurante e ci illude: semplicemente dando un nome a tutto quello che vediamo lo percepiamo come famigliare, nominandolo pensiamo di averlo compreso e spesso non ci soffermiamo oltre, ci accontentiamo del nome, della classificazione, ed andiamo oltre, fieri e paghi della nostra superficialità !  

  Anche nel campo delle rocce abbiamo diverse classificazioni, in base alle loro proprietà fisiche, in base all’aspetto, in base all’origine e via dicendo, la classificazione che va per la maggiore, e quella più sensata a mio avviso, è quella che prende in considerazione la provenienza delle rocce, suddividendole in tre grandi categorie :

- rocce magmatiche o ignee, ovvero rocce formatesi dalla solidificazione di magma fuso dando origine a diversi tipi di rocce a seconda che il magma si sia raffreddato più o meno velocemente, si sia raffreddato all’interno della terra, o all’esterno, a contatto con l’aria o con l’acqua (eruzioni sottomarine); il magma è una roccia fusa composta prevalentemente da silicio ed altri elementi gassosi e liquidi come anidride carbonica, acqua ed altre sostanze acide;

- rocce sedimentarie, ovvero formatesi dall’accumulo e dal deposito di materiale sia organico che inorganico proveniente dall’ambiente circostante, come i sedimenti di altre rocce preesistenti e disgregatesi per effetto degli agenti atmosferici o gli scheletri/gusci di animali morti che si depositano sui fondali marini; sono le rocce più diffuse, coprendo circa l’80% della superfice terrestre,  e contengono tutti i minerali ed i componenti delle altre rocce magmatiche, con aggiunta di calcio, dolomite o gesso che fungono anche da materiale aggregante e cementante;

- rocce metamorfiche, ovvero rocce che si originano laddove i primi due tipi di roccia vengono a contatto tra di loro e per reazione chimico/fisica di rocce sottoposte a particolari pressioni e temperature che ne alterano la struttura cristallina;

 Con questa semplice ma fondamentale classificazione possiamo già leggere ed interpretare meglio il paesaggio che ci circonda, stò preparando alcune schede sulle principali formazioni rocciose e geologiche che possiamo trovare nel nostro appennino, per ora non mi resta che sperare di non avervi annoiato, magari di avervi incuriosito, e di avervi presto su queste pagine non appena gli aggiornamenti saranno pronti, nel frattempo potete guardare il FOTOATLANTE delle rocce del Parmense, una raccolta fotografica appena iniziata ed in continua evoluzione, e ricevere tramite FIUMETARO.COM su facebook tutti gli aggiornamenti.


                                                                                                                                             Andrea Franchi

Una raccolta di fotografie per illustrare le fantasmagoriche forme  e la varietà di colori dei sassi del Fiume Taro.

Una raccolta di fotografie sui minerali del Parmense che ho trovato e fotografato, si tratta per lo più di cristalli dalle dimensioni millimetriche ripresi con obiettivi macro o microscopio digitale.

Bibliografia :

Peter Cattermole & Patrick Moor   STORIA DELLA TERRA   ediz.Laterza

Dario Zampieri    GRANDE ATLANTE DELLE ROCCE E DEI MINERALI   Arnoldo Mondadori Editore

Aldo Moroni   I MINERALI DEL PARMENSE   Grafiche Step Editrice

Costantino Paglialunga   ALLA SCOPERTA DELLA TERRA CAVA    Macro Edizioni

Mario Balocco   LUOGHI MACIGI: ASPETTI MISTERIOSI ED ESOTERICI DEL TERRITORIO ITALIANO   Edizioni L’Età dell’Acquario

Eliana Martuscello   CRISTALLI E MINERALI    Giunti Editore

R.Muir Wood   CRISTALLI    Istituto Geografico De Agostini

Annibale Mottana   I CRISTALLI: L’ORDINE NATURALE    Giunti, Dossier Scienza

Hans-Joachim Zillmer   L’ERRORE DI DARWIN   Piemme Edizioni

Pubblicazioni interessanti ed utili per esplorare il territorio in chiave geologica, si tratta di mappe sul cui retro si trovano molte utili informazioni, si possono reperire nel sito cartografico della regione Emilia-Romagna :

Foto sopra: un grosso masso di roccia ofiolitica in bilico sulle pendici del Monte Zirone, sullo sfondo la Val Taro e Fornovo.

Nuove ipotesi sull’origine del petrolio:

Il FOTO ATLANTE delle rocce e degli ambienti geologici del Parmense:

Ecco qualche suggerimento per organizzare interessanti escursioni ed uscite in siti geologici veramente molto interessanti, nel nostro appennino e nelle zone addiacenti :

I Salti del Diavolo, in Val Baganza.

La miniera di Gambatesa, nel Parco Regionale dell’Aveto, a due passi dal Monte Penna e dal Monte Aiona.

Le antiche miniere di Corchia, oggi chiuse ma visitabili in alcune occassioni.

Un bel territorio da scoprire, con bellissimi paesaggi collinari e grotte da esplorare, esistono anche percorsi percorribili da persone disabili con carrozzina.

Tra le provincie di Lucca e Pisa, quindi comodamente raggiungibili dal nostro territorio, un insieme di meraviglie geologiche tutte da scoprire, escursioni e visite tra antiche miniere e grotte stupefacenti.

Un interessante sito nei pressi di Traversetolo dove sgorgano dal sottosuolo curiosi vulcanelli di fango.

Nel modenese un bel parco con il paesaggio modellato dell’eruzione di idrocarburi dal sottosuolo.

Un bellissimo sito di geologia con interessanti articoli e magnifiche fotografie di rocce e minerali (in inglese) :